martedì 23 maggio 2017

#42 La sim tedesca

Se c'è una cosa che mi ricordo bene dell'inizio dell'anno all'estero sono i milioni di messaggi d'aiuto di tutti, ma dico TUTTI gli exchange student, sul come comprare e cambiare la sim del cellulare.

Non crederete mica di pagare la tariffa estera per 10 mesi, vero?

Se questa non è quindi la vostra idea, ecco come procurarsi una sim ed una tariffa telefonica tedesca

OFFERTE:

In Germania ci sono diverse compagnie telefoniche:

Ognuna di queste ha offerte simili a prezzi quasi identici; sta a voi scegliere con quale provare.

Io, per esempio, ho scelto la Vodafone, che mi offriva la sim, col nuovo numero di telefono, e una tariffa da 10€, con i quali per quattro settimane ho 1GB di internet e 100 messaggi e minuti di chiamate.

COME COMPRARE LA SIM

Per la sim bisogna recarsi in uno dei negozi elencati qui sopra (raccogliendo tutto il coraggio che abbiamo). Meglio chiedere a proposito delle tariffe che hanno lì. 
Una buona strategia, sincera e sollevante, è spiegare sin da subito che siete Austauschüler/innen, e che siete interessati ad una tariffa mensile per il vostro smartphone.
Non consiglio tariffe annuali o cose complicate; se vi procurate una tariffa mensile starete comunque comodi e non avrete complicazioni.
Se proprio poi siete timidi e impacciati, potete chiedere anche ai vostri Gasteltern di accompagnarvi.

NUOVO NUMERO

Il vostro nuovo numero tedesco inizia con un prefisso:
  • +49 (0) XXXXXXXXXX    (Prefisso tedesco).
Per farlo vedere su whatsapp, c'è nelle opzioni la possibilità di cambiare numero senza dover impazzire a cancellare tutto o informare tutti i vostri contatti.

COME RICARICARE LA SIM

Se scegliete una tariffa mensile, dovrete ricaricarla in media ogni 4 settimane. 
In ogni supermercato trovate dei buoni da 10; 15 (...) euro; riceverete come in Italia uno scontrino sul quale sta il codice: esso ha 16 cifre, e di solito è marcato sul foglio in grassetto.
Le prime volte si hanno un po' di problemi; si deve chiedere agli altri come fare, non si capisce quello che la segreteria dice ecc. Con un po' di tempo e pazienza poi il meccanismo viene automatico.


In generale; non preoccupatevi se tutto non ingrana in modo giusto. Fa parte del gioco incasinarsi, inciampare ed essere un po' goffi (nel senso fisico e letterario). Non buttatevi giù, seguite i consigli del post precedente, tipo contare fino a 10, esternarvi dalla situazione attuale, e andate avanti.
Non è facile, ma come dice la mia sorella ospitante, "du hast's dich selbst ausgesucht", ovvero "lo hai voluto tu questo". 
So che sulle prime da sui nervi, ma cercate di trarne l'insegnamento.



Buon fine Maggio!!







venerdì 19 maggio 2017

#41 Come vivere un anno tranquillo - Accorgimenti

Ormai sono passati 8 mesi dall'inizio di questa "avventura"; e ci si avvia per i 9.

Si potrebbe dire che la gavetta l'ho fatta; e credetemi se vi dico che in questi mesi ho imparato non solo una lingua, ma anche il modo di relazionarmi con le persone e me stessa.

Guardandomi indietro, comunque, sorrido pensando agli errori che ho commesso, agli sbagli che avrei potuto evitare, alle risposte che non avrei dovuto dare.
Tutte queste scelte, dal rispondere o meno ad una domanda, al rimettere apposto una cosa, al parlare con una persona o rinunciarvi, determinano la vostra giornata, e anche il vostro anno.

Quando arriverete, anche se le organizzazioni vi avranno pestato per bene, non sarete preparati a quelle che sono la vostra famiglia, scuola, quartiere, città, cultura.
Come riuscire quindi a sopravvivere ai primi mesi e finire l'anno senza rimorsi?

Posso fornire alcuni consigli pratici:


  • Osservate tanto, parlate poco: 
E questo stampatevelo nella testa, tatuatevelo sul braccio, fate di tutto per ricordarvelo. Non arrivate col presupposto che tutti stiano lì imbambolati ad ascoltare la vostra "story of your life" come se aveste 5 anni e fosse il vostro compleanno. Non lo faranno. Eccezione potrebbe essere la famiglia, ma non vi fate ingannare; 1 settimana e l'idillio è finito.
Con questo non mi riferisco al non parlare per niente. Certo, dovete parlare per conoscere gente; ma non cercate di farvi subito notare o di tirare fuori la vostra bella Italia, credendo di far colpo. Restate piuttosto neutri, parlando di temi più generali, e osservando molto come gli altri si comportano, per poi poter capire come trattarli o rivolgervi a loro.

  • Rimanete in contatto con gli altri exchange students
Rimanete in contatto con i vostri amici, specialmente con quelli che sono nel vostro stesso paese o città all'estero. Potrete incontrarvi ogni tanto e condividere momenti difficili, buffi, routine assieme.
Cercate di incontrarvi sempre in un posto diverso, o anche di andare a vedere mostre e musei; sempre shopping e mangiare annoia.

  • Fate attività
Uguale se coro, palestra, calcio, quello che vi pare. L'importante è avere una fonte di relax, un posto dove ci si possa staccare dai problemi di tutti i giorni. Un posto dove possibilmente non ci siano fonti di stress, e meglio se senza orari fissi. Fate qualsiasi cosa, anche un corso di disegno online, ma non restate con le mani in mano, se no penserete automaticamente a casa, e starete male.

  • Non immergetevi troppo nel contesto
A volte può succedere che si venga presi troppo dalle vicende e le si percepisca come pesanti e difficili quando in realtà non lo sono. Ciò a cui bisogna pensare è che davvero bisogna stare tranquilli e non prendere le cose a male. La famiglia per esempio non ha nessun legame con noi, non dobbiamo aspettarci che ci consolino quando stiamo male o che diventino i nostri psicologi.
Stessa cosa vale per compagni di classe, insegnanti, amici e un eventuale altro exchange student che vive con noi. Se si viene ripresi per una certa azione, si può dire tranquillamente che non lo si rifarà più. Fine. Se qualcuno ci ignora, o non ci ascolta, pensate che lui/lei non ha nessun legame affettivo con voi. Rimarcando l'importanza del primo punto in alto, bisogna osservare molto i comportamenti delle persone e soppesare i propri discorsi, moderandoli o ampliandoli.

  • Se vi arrabbiate, contate fino a 10
Vi capiterà che qualcuno tocchi un tasto delicato e che vi faccia infuriare. Non datelo a vedere, non ascoltate più una parola e concentratevi sul contare fino a 10. 

  • Soppesate verità e bugie
Probabilmente fin da bambini vi avranno detto che non si dicono le bugie...beh, a volte qualche piccola menzogna salva la vita. Raccontare però solo frottole è d'altra parte dannoso, perché gli altri finiranno per aspettarsi qualcosa da te che tu non sai attuare.

  • Non parlate troppo spesso (o non fatevi sentire) con la vostra famiglia in Italia
Lo dico soprattutto per quelli che come me dopo 3 giorni devono assolutamente chiamare a casa. Alla famiglia nel paese ospitante potrebbe dare fastidio il fatto che voi parliate spesso con i vostri. Per evitare che ne venga discusso a tavola o che-ne-so-io, cercate di chiamare i vostri quando siete soli, o parlando piano con gli auricolari

  • Niente viaggi mentali
Consiglio di non partire con dei presupposti, per poi rimanere inesorabilmente delusi dalla realtà, che è sempre diversa da ciò che ci si aspettava. Meglio vivere alla giornata e non fantasticare su quello che sarà il futuro, perché molto probabilmente, con tutte le variabili possibili in gioco, sarà diverso dal vostro mondo fantastico che vi siete prospettati  
  • risolvete i problemi da soli
Parlare con noi stessi lo facciamo ogni giorno, ma risolvere problemi  da soli un po' meno. Imparare a consultare solo se stessi è difficile, perché si hanno sempre dubbi, e chiedere agli altri è il modo più semplice per scaricare la responsabilità a qualcun altro. Essere adulti significa anche pensare con la propria testa, non con quella di genitori e amici.

  • Non parlate male della nostra/loro cultura
Ognuno è legato al suo paese in modo diverso. E' già difficile avere degli stereotipi; gonfiarli non vale la pena. Meglio non stare molto sull'argomento se ne si parla. Oppure state zitti 



State accorti e non vi fate troppo rendere sul personale. Fregatevene un po' in generale di ciò che la gente dice o pensa; ascoltate voi stessi. Può sembrare egoista ed egocentrico, ma è un buon modo per non prendersela e per rimanere tranquilli e sorridenti a lungo.


Per il resto, buona fine della scuola e inizio delle vacanze!




domenica 7 maggio 2017

#40 La musica tedesca


In generale i tedeschi non godono di grande fama per la loro musica.
Loro stessi sono un po' schuld (colpevoli), perché ritengono che lingue come l'inglese, lo spagnolo, il francese e anche l'italiano suonino meglio della loro, cantate.


I gusti però sono gusti, e gli stili diversi;
in Germania non esistono solo i rapper che si lanciano alla volta di frasi tortuose e dal suono pungente, o i metallari con l'Irokese (la "cresta" con più gel che capelli).

La Germania di oggi si è andata, come l'Italia, internazionalizzando; e gli ipod di tutti i ragazzi sono pieni di canzoni estere, soprattutto inglesi.
Alcuni artisti molto amati comunque resistono, e i loro singoli raggiungono facilmente le milioni di visualizzazioni su youtube.


Personalmente vado d'accordo con la musica tedesca; non sono fan del loro rock o heavy metal, ma posso comunque dare consigli sui generi più commerciali e ascoltati dai teenager tedeschi, così che se capiterete nell'argomento potrete dire anche voi la vostra.


ALLE FARBEN:

Gli "Alle Farben" sono una delle band più famose in Germania, sono riuscita a vederli una volta grazie alla mia scuola, che aveva organizzato un concerto invitandoli. Qui un paio di loro canzoni




La prima: "Bad ideas"




  La seconda, più recente, "Little Hollywood"



MARK FORSTER:

Le canzoni di Mark Forster sono sempre genere dance, ma più movimentate; sono tra le hits più ascoltate dai tedeschi



"Wir sind Gross" è stato un suo successo dell'anno scorso
                   "Au revoir"




CRO:

Cro è un dj che indossa sempre una maschera da panda. Gode di una reputazione mista in Germania; molti lo adorano, ma a molti non piace per niente. Qui un paio di sue due canzoni:
   



"Traum" qui a destra

           e "Einmal um die Welt"






SIDO

Altro importante rapper in Germania è Sido, che ha un "rap style" un po' più lento della media, ma che fa bella musica.










Una hit quasi nuova è quella di EFF, "Stimme"




Alcune canzoni molto belle, di autori tedeschi, sono comunque in inglese. Di queste consiglio la nuova di Klangkarusell, "Netzwerk"





Conosciutissimi sono inoltre i Culcha candela ed i Glasperlenspiel. Non mi piace molto la loro musica, ma vale la pena tentare.
Quando avete tempo, provate su youtube a trovare altre canzoni; la musica tedesca è bella, e al contrario di quello che molti dicono, sa non solo essere dura e monotona, ma diventa quasi un Ohrwurm (tormentone).




Buon Ascolto!!

venerdì 5 maggio 2017

#39 Orientation-consigli pratici

L'Orientation;
il primo reale passo dell'exchange student verso l'ignoto;
il primo momento in cui ci si sentirà spaesati, confusi,
la prima vera uscita dalla nostra comfort zone.


Punto primo: ribadisco che ogni organizzazione, che sia Wep, Intercultura, StudioAbroad, MondoInsieme, EF e tutte le altre a seguire, ha (o no) un'Orientation strutturata in modo diverso.
Io in questo post parlerò del viaggio tutorato dalla mia organizzazione, la Wep, in base alla mia esperienza l'anno passato.

COSA PRENDERE CON SE'?

Oltre le robe classiche tipo vestiti e accessori vari, consigliate sono:
  • flip flop (farà caldo probabilmente) e costume da bagno
  • go-pro, o solo selfie stick per filmare tutto il possibile!
  • coperte (se dormirete in bungalows), per il semplice fatto che di notte viene freddo, e le coperte in dotazione non sono abbastanza 
MEGLIO ANDATA IN BUS O IN MACCHINA?

Dai ragazzi, non facciamo gli asociali! Non conoscete nessuno? vedetela come un'occasione per fare pratica e conoscere nuova gente. Come pensate di fare se no quando sarete all'estero?

COSA SI FA QUANDO SI ARRIVA?

Una volta arrivati col bus, si verrà spediti in apposite tende, dove si verrà riforniti con badge del proprio gruppo, cartellino di riconoscimento, mappa del posto, maglietta wep, sacca della wep e chiavi del bungalow.

IMPORTANTE: Non perdete le chiavi e fatevi spiegare dove si trova il vostro bungalow! Non perdete il badge!

COS'E' IL BADGE?
Il badge è un cartellino con tutti gli orari e punti di ritrovo nell'arco dei 3 giorni. E' da non perdere, e da tenere al collo. Viene consegnato all'arrivo nel camp.

COSA VIENE DETTO IN 3 GIORNI?

I gruppi, suddivisi per paese di destinazione, faranno delle sessioni in cui, un po' giocando, affronteranno il tema della famiglia ospitante (che sia gay, con bambini o senza, anziani, un solo componente), della località (che per chi ha fatto il programma "exchange" sarà totalemte casuale) e della scuola, oltre alle "buone maniere" nei confronti della famiglia

SI POSSONO FARE ALTRE ATTIVITÀ?

Viene dato abbastanza tempo libero, soprattutto il primo e l'ultimo giorno. Di solito si gira a caso, si visitano amici in altri bungalow, si va in spiaggia, in piscina, si va al bar a mangiare un gelato. Consiglio: conoscete più gente possibile!!! Con molti di loro resterete in contatto per tutto l'anno e a venire, e non sapete che bello poi poterli andare a visitare una volta tornati in Italia.

COS'E' IL "WEP HAS GOT TALENT"?

Il "wep has got talent" è uno dei momenti più belli del soggiorno, quando tutti e 1000 i ragazzi più staff si riuniscono per ascoltare le performance spettacolari di alcuni coraggiosi candidati "talents", che si esibiscono in canto, danza, barzellette, e tanto altro. Una giuria premia poi il migliore, ma il bello è davvero essere lì, trascinati dalla musica e dall'adrenalinica marea di mani alzate, a sostenersi a vicenda.

DA CHI E' COMPOSTO LO STAFF?

Sono soprattutto ex exchange students i ragazzi che compongono il numeroso staff, seguiti da adulti che a loro volta hanno fatto un'esperienza simile, e che hanno deciso di fare di questi viaggi il loro lavoro.

QUAL'E' IL MOTTO DELLA WEP?

Una canzone, "On top of the world" degli Imagine Dragons. La sentirete ovunque, e quando per caso in futuro la risentirete, non potrà che strapparvi un sorriso, come a me ora.

E IL MANGIARE?

Niente paura, anche il pranzo, la cena e la colazione sono esperienze uniche. Sarete suddivisi in base a continente di destinazione (Asia, Europa, Oceania e Asia, America), e ogni giorno cambierete tavolo e conoscerete nuove persone. Siete timidi, e non riuscite a parlare? Sedetevi e ascoltate semplicemente; poi dopo 15 minuti, quando l'imbarazzo se ne è completamente andato, magari mettetevi a chiacchierare su qualcosa, anche di banale, tipo se gli altri hanno già una famiglia ecc.

A COSA SERVE QUESTA ORIENTATION?

Prima di tutto a divertirsi, ragazzi, perché soprattutto adesso un po' di pausa dalla routine quotidiana ce la si può concedere. Inoltre si ha la possibilità di parlare con ragazzi che hanno fatto l'esperienza prima di noi!
Consiglio: sfruttate i wep buddies, svuotatevi di tutte le domande che avete.
Ci apre un mondo, anche se meno ampio di quello che ci riserverà la nostra esperienza, e ci fa sentire piccoli, una di migliaia di realtà diverse.
Rafforza anche la smania di partire; si vorrebbe saltare su un aereo all'istante.
Consiglio: frenateee e godetevi tutto il possibile!
Serve a non farci sentire soli quando, inevitabilmente, lo saremo una volta lontani da casa; ricordandoci che lì fuori, in ogni angolo del mondo, ci sono pazzi come noi che hanno scelto lo stesso cammino tortuoso, e che come noi si godranno alla fine un bel paesaggio.



L'Orientation è una tappa importante dell'esperienza generale, e sono sicura che resterà, nel bene e nel male, nel vostro cuore.


Consiglio: Buttatevi e divertitevi!

buona Orientation ragazzi!



lunedì 17 aprile 2017

#38 L'Ostsee

L'Ostsee si può riassumere in due parole:

Fischbrötchen e Strandkörbe.

I primi sono dei semplici panini col pesce fresco appena pescato; impanato o meno. I secondi sono invece delle sedie a sdraio che proteggono dal forte vento atlantico e che allo stesso tempo permettono di sedere con tutte le comodità possibili (poggiapiedi, parasole e "poggia-birra")

Strandkorb


Fischbrötchen


Se si chiede ai tedeschi dove andranno in vacanza per Pasqua, al maggior parte di loro dirà:
"vado all'Ostsee".
Che cosa ci sarà di così bello nel mar Baltico, dove l'acqua (ad Aprile) tocca a malapena i 7 gradi e dove piove almeno 5 volte al giorno, con un vento da tempesta?.

L'Ostsee non è comunque solo un luogo balneare; ci sono tantissime cose da fare:

Bici:
Ed ecco che si rispolverano le Fahrräder, per farsi delle lunghe pedalate in riva al mare. Come ogni angolo tedesco che si rispetti, le coste sono tappezzate di piste ciclabili; chilometri e chilometri. Adesso per gente mondana questo non è il massimo, ma a mia opinione pedalare con la brezza fresca del nord, godendosi il blu del mare alla propria destra e il verde dei prati a sinistra è il relax totale.

Città:
In riva all'Ostsee si sono sviluppate molte città, con una loro storia e tutte le comodità che il 21° secolo offre.
Le più grandi di queste sono Rostock, nel Mecklemburg-Vorpommern, e Kiel, nello Schleswig-Holstein. Kiel purtroppo non ha conservato alcun edificio storico a causa dei pesanti bombardamenti della guerra, ma ha comunque molto altro da offrire. Rostock è una bella città universitaria con un grande porto.

Wandern:
Piano piano il mare lascia posto a delle piccole colline, che ospitano castelletti e torri da visitare. Cito il nome di un castello visitato vicino a Kiel: Schloss Panker.
Questi posti sono ottimi per passeggiate , circondati dalla natura



Paeselli:
Una caratteristica bellissima dell'Ostsee sono i paeselli pittoreschi vicino alla costa. In tedesco si chiamano "Dorf" (villaggio), e contano massimo 400 abitanti. Le case hanno il tetto di paglia, e sono senza intonaco, di solito costruite con mattoni e assi di legno. I dintorni sono molto curati, e pale eoliche si innalzano in quasi ogni campo coltivato.




Doccia fredda:
Per i temerari è possibile fare il bagno nell'Ostsee e provare il Kite-surfing già da Aprile. Avviso che comunque le temperature sono abbastanza estreme per l'italiano medio, abituato ai 24 gradi del mar mediterraneo.






Oltre a ciò, alcune caratteristiche del mar Baltico in sé:


  • vento: Costante, sferza quasi sempre e solleva un mucchio di sabbia, oltre che portare nubi temporalesche
  • clima: pioggia, sole, di nuovo pioggia, coperto, pioggia. Il cielo blu in sé non si vede quasi mai, e io sono giunta alla conclusione che in Germania le stagioni si alternino in Autunno-Inverno-Autunno-Primavera.
  • Natura: paesaggi davvero belli e selvaggi, dai colori infiammati dal sole al tramonto. Uno spettacolo unico.


Come mai quindi tutti vanno all'Ostsee? E' come chiedere come mai tutti vadano a Rimini e Riccione; è lecito, dato il colore dell'acqua e il numero di ombrelloni disseminati sulle spiagge.

Probabilmente tutto ciò è legato un po' all'abitudine e un po' ai ricordi che i tedeschi serbano nei confronti di quei posti, che anche se mai all'asciutto, hanno davvero tanto da offrire.
Poco alla moda, ma pratica e caldamente chiusa nella cerchia familiare, la vacanza del tedesco medio; che corrisponde esattamente a ciò che rende dell'Ostsee l'Ostsee.





Alla prossima, freschi di scuola!


Ciao!




domenica 2 aprile 2017

#37 Aria di Pasqua

Manca qui a Berlino, e in generale in Germania, 1 settimana alle cosiddette "Osterferien", le vacanze di Pasqua.

Ciò che accade non è molto diverso dall'Italia; si visitano parenti, si riposa, si prova a fare qualche gita fuori porta...sempre sperando che non piova. In ogni caso qui una (breve) lista delle usanze diverse dei tedeschi a Pasqua


UOVA: Certo, le uova sono uno dei simboli della Pasqua, e anche qui vengono colorate, dando sfogo alla fantasia. Vengono comunque anche prese di plastica e appese agli alberi, nei giardini di tutte le case. Se si ha poca vena artistica, uova già dipinte vengono comunque vendute  nei supermercati. In Germania si usa farne una scorta enorme per poi mangiarne per un mese

DER OSTERHASE: A Pasqua qui in Germania esiste la tradizione della "Osterhase", ovvero un "leprotto" che nasconde le uova o in generale i dolci in giro per casa o in giardino.
La mattina i bambini, e i nostri inesperti exchange students, si svegliano per cercare questi dolci; e diciamo che è una cosa divertente e carina.

NO UOVA DI CIOCCOLATO: Ebbene, qui non ho ancora visto 1 singolo uovo di cioccolato in vendita (pensare che da noi già a Marzo ci sono gli scaffali pieni nei supermercati). Non è infatti usanza mangiare le uova al cioccolato a Pasqua. In compenso stramangerete altro!

BATTAGLIE CON LE UOVA SODE: Questa tradizione c'è anche in Italia; almeno a casa mia si è sempre fatto: si cuoce 1 uovo sodo per ogni membro della famiglia, per poi fare dei duelli "cozzando" le uova tra di loro. Chi tiene l'uovo intatto fino alla fine vince


Ovviamente poi non mancano pranzi, pic nic con la famiglia. Ovviamente niente Colomba da mangiare, ma a quello si sopravvive.

Per il resto ora si è entrati nel "Sommerzeit" ovvero il periodo estivo; le giornate si allungano (il sole cala alle 20 di sera), ed è più caldo, con una media di 18-20 gradi.
Ciò significa un'esplosione di vita qui nelle periferie, con gente che va in bici, chi prende il sole, code chilometriche davanti alle gelaterie, maglie a maniche corte, alberi in fiore.

Ragazzi, fidatevi, se arrivate ad Aprile tutti interi poi si va in discesa.

Questi ultimi tre mesi sono il periodo del "wohlfühlen", ovvero dell'adattamento e del meritato godersi dell'avventura. Con la lingua si è infatti fluidi; non si ha più paura di parlare con gli estranei, o di temi anche complicati come attualità e politica. Si conoscono luoghi, amici, negozi "di fiducia", e si è finalmente capaci di prendere totalmente da soli delle decisioni, come organizzarsi la giornata ecc.
Inoltre da ora in avanti la scuola inizia a diventare sempre meno pesante, con vacanze distribuite un po' ovunque e la fine delle grandi verifiche.
A volte si è totalmente tristi al solo pensiero che in 3 mesi (che volano) bisognerà fare le valigie e salutare tutti. A volte lo si accetta e basta. Dipende dall'umore del momento.

ps, si rimane comunque lunatici fino alla fine, con momenti di sconforto e momenti di felicità estrema. Che farci, questa è la vita dell'Exchange student, che tornerà a casa sì ingrassato, confuso, con qualche lacrima da asciugare, con un gusto totalmente diverso per il cibo, ma con un carattere, una positività e una spinta fortissima.



Bene, per ora è tutto, buone vacanze a tutti e ci sentiamo nel prossimo post con la spiegazione dell'Orientation (di già?!)

Tschüssi!