domenica 7 maggio 2017

#40 La musica tedesca


In generale i tedeschi non godono di grande fama per la loro musica.
Loro stessi sono un po' schuld (colpevoli), perché ritengono che lingue come l'inglese, lo spagnolo, il francese e anche l'italiano suonino meglio della loro, cantate.


I gusti però sono gusti, e gli stili diversi;
in Germania non esistono solo i rapper che si lanciano alla volta di frasi tortuose e dal suono pungente, o i metallari con l'Irokese (la "cresta" con più gel che capelli).

La Germania di oggi si è andata, come l'Italia, internazionalizzando; e gli ipod di tutti i ragazzi sono pieni di canzoni estere, soprattutto inglesi.
Alcuni artisti molto amati comunque resistono, e i loro singoli raggiungono facilmente le milioni di visualizzazioni su youtube.


Personalmente vado d'accordo con la musica tedesca; non sono fan del loro rock o heavy metal, ma posso comunque dare consigli sui generi più commerciali e ascoltati dai teenager tedeschi, così che se capiterete nell'argomento potrete dire anche voi la vostra.


ALLE FARBEN:

Gli "Alle Farben" sono una delle band più famose in Germania, sono riuscita a vederli una volta grazie alla mia scuola, che aveva organizzato un concerto invitandoli. Qui un paio di loro canzoni




La prima: "Bad ideas"




  La seconda, più recente, "Little Hollywood"



MARK FORSTER:

Le canzoni di Mark Forster sono sempre genere dance, ma più movimentate; sono tra le hits più ascoltate dai tedeschi



"Wir sind Gross" è stato un suo successo dell'anno scorso
                   "Au revoir"




CRO:

Cro è un dj che indossa sempre una maschera da panda. Gode di una reputazione mista in Germania; molti lo adorano, ma a molti non piace per niente. Qui un paio di sue due canzoni:
   



"Traum" qui a destra

           e "Einmal um die Welt"






SIDO

Altro importante rapper in Germania è Sido, che ha un "rap style" un po' più lento della media, ma che fa bella musica.










Una hit quasi nuova è quella di EFF, "Stimme"




Alcune canzoni molto belle, di autori tedeschi, sono comunque in inglese. Di queste consiglio la nuova di Klangkarusell, "Netzwerk"





Conosciutissimi sono inoltre i Culcha candela ed i Glasperlenspiel. Non mi piace molto la loro musica, ma vale la pena tentare.
Quando avete tempo, provate su youtube a trovare altre canzoni; la musica tedesca è bella, e al contrario di quello che molti dicono, sa non solo essere dura e monotona, ma diventa quasi un Ohrwurm (tormentone).




Buon Ascolto!!

venerdì 5 maggio 2017

#39 Orientation-consigli pratici

L'Orientation;
il primo reale passo dell'exchange student verso l'ignoto;
il primo momento in cui ci si sentirà spaesati, confusi,
la prima vera uscita dalla nostra comfort zone.


Punto primo: ribadisco che ogni organizzazione, che sia Wep, Intercultura, StudioAbroad, MondoInsieme, EF e tutte le altre a seguire, ha (o no) un'Orientation strutturata in modo diverso.
Io in questo post parlerò del viaggio tutorato dalla mia organizzazione, la Wep, in base alla mia esperienza l'anno passato.

COSA PRENDERE CON SE'?

Oltre le robe classiche tipo vestiti e accessori vari, consigliate sono:
  • flip flop (farà caldo probabilmente) e costume da bagno
  • go-pro, o solo selfie stick per filmare tutto il possibile!
  • coperte (se dormirete in bungalows), per il semplice fatto che di notte viene freddo, e le coperte in dotazione non sono abbastanza 
MEGLIO ANDATA IN BUS O IN MACCHINA?

Dai ragazzi, non facciamo gli asociali! Non conoscete nessuno? vedetela come un'occasione per fare pratica e conoscere nuova gente. Come pensate di fare se no quando sarete all'estero?

COSA SI FA QUANDO SI ARRIVA?

Una volta arrivati col bus, si verrà spediti in apposite tende, dove si verrà riforniti con badge del proprio gruppo, cartellino di riconoscimento, mappa del posto, maglietta wep, sacca della wep e chiavi del bungalow.

IMPORTANTE: Non perdete le chiavi e fatevi spiegare dove si trova il vostro bungalow! Non perdete il badge!

COS'E' IL BADGE?
Il badge è un cartellino con tutti gli orari e punti di ritrovo nell'arco dei 3 giorni. E' da non perdere, e da tenere al collo. Viene consegnato all'arrivo nel camp.

COSA VIENE DETTO IN 3 GIORNI?

I gruppi, suddivisi per paese di destinazione, faranno delle sessioni in cui, un po' giocando, affronteranno il tema della famiglia ospitante (che sia gay, con bambini o senza, anziani, un solo componente), della località (che per chi ha fatto il programma "exchange" sarà totalemte casuale) e della scuola, oltre alle "buone maniere" nei confronti della famiglia

SI POSSONO FARE ALTRE ATTIVITÀ?

Viene dato abbastanza tempo libero, soprattutto il primo e l'ultimo giorno. Di solito si gira a caso, si visitano amici in altri bungalow, si va in spiaggia, in piscina, si va al bar a mangiare un gelato. Consiglio: conoscete più gente possibile!!! Con molti di loro resterete in contatto per tutto l'anno e a venire, e non sapete che bello poi poterli andare a visitare una volta tornati in Italia.

COS'E' IL "WEP HAS GOT TALENT"?

Il "wep has got talent" è uno dei momenti più belli del soggiorno, quando tutti e 1000 i ragazzi più staff si riuniscono per ascoltare le performance spettacolari di alcuni coraggiosi candidati "talents", che si esibiscono in canto, danza, barzellette, e tanto altro. Una giuria premia poi il migliore, ma il bello è davvero essere lì, trascinati dalla musica e dall'adrenalinica marea di mani alzate, a sostenersi a vicenda.

DA CHI E' COMPOSTO LO STAFF?

Sono soprattutto ex exchange students i ragazzi che compongono il numeroso staff, seguiti da adulti che a loro volta hanno fatto un'esperienza simile, e che hanno deciso di fare di questi viaggi il loro lavoro.

QUAL'E' IL MOTTO DELLA WEP?

Una canzone, "On top of the world" degli Imagine Dragons. La sentirete ovunque, e quando per caso in futuro la risentirete, non potrà che strapparvi un sorriso, come a me ora.

E IL MANGIARE?

Niente paura, anche il pranzo, la cena e la colazione sono esperienze uniche. Sarete suddivisi in base a continente di destinazione (Asia, Europa, Oceania e Asia, America), e ogni giorno cambierete tavolo e conoscerete nuove persone. Siete timidi, e non riuscite a parlare? Sedetevi e ascoltate semplicemente; poi dopo 15 minuti, quando l'imbarazzo se ne è completamente andato, magari mettetevi a chiacchierare su qualcosa, anche di banale, tipo se gli altri hanno già una famiglia ecc.

A COSA SERVE QUESTA ORIENTATION?

Prima di tutto a divertirsi, ragazzi, perché soprattutto adesso un po' di pausa dalla routine quotidiana ce la si può concedere. Inoltre si ha la possibilità di parlare con ragazzi che hanno fatto l'esperienza prima di noi!
Consiglio: sfruttate i wep buddies, svuotatevi di tutte le domande che avete.
Ci apre un mondo, anche se meno ampio di quello che ci riserverà la nostra esperienza, e ci fa sentire piccoli, una di migliaia di realtà diverse.
Rafforza anche la smania di partire; si vorrebbe saltare su un aereo all'istante.
Consiglio: frenateee e godetevi tutto il possibile!
Serve a non farci sentire soli quando, inevitabilmente, lo saremo una volta lontani da casa; ricordandoci che lì fuori, in ogni angolo del mondo, ci sono pazzi come noi che hanno scelto lo stesso cammino tortuoso, e che come noi si godranno alla fine un bel paesaggio.



L'Orientation è una tappa importante dell'esperienza generale, e sono sicura che resterà, nel bene e nel male, nel vostro cuore.


Consiglio: Buttatevi e divertitevi!

buona Orientation ragazzi!



lunedì 17 aprile 2017

#38 L'Ostsee

L'Ostsee si può riassumere in due parole:

Fischbrötchen e Strandkörbe.

I primi sono dei semplici panini col pesce fresco appena pescato; impanato o meno. I secondi sono invece delle sedie a sdraio che proteggono dal forte vento atlantico e che allo stesso tempo permettono di sedere con tutte le comodità possibili (poggiapiedi, parasole e "poggia-birra")

Strandkorb


Fischbrötchen


Se si chiede ai tedeschi dove andranno in vacanza per Pasqua, al maggior parte di loro dirà:
"vado all'Ostsee".
Che cosa ci sarà di così bello nel mar Baltico, dove l'acqua (ad Aprile) tocca a malapena i 7 gradi e dove piove almeno 5 volte al giorno, con un vento da tempesta?.

L'Ostsee non è comunque solo un luogo balneare; ci sono tantissime cose da fare:

Bici:
Ed ecco che si rispolverano le Fahrräder, per farsi delle lunghe pedalate in riva al mare. Come ogni angolo tedesco che si rispetti, le coste sono tappezzate di piste ciclabili; chilometri e chilometri. Adesso per gente mondana questo non è il massimo, ma a mia opinione pedalare con la brezza fresca del nord, godendosi il blu del mare alla propria destra e il verde dei prati a sinistra è il relax totale.

Città:
In riva all'Ostsee si sono sviluppate molte città, con una loro storia e tutte le comodità che il 21° secolo offre.
Le più grandi di queste sono Rostock, nel Mecklemburg-Vorpommern, e Kiel, nello Schleswig-Holstein. Kiel purtroppo non ha conservato alcun edificio storico a causa dei pesanti bombardamenti della guerra, ma ha comunque molto altro da offrire. Rostock è una bella città universitaria con un grande porto.

Wandern:
Piano piano il mare lascia posto a delle piccole colline, che ospitano castelletti e torri da visitare. Cito il nome di un castello visitato vicino a Kiel: Schloss Panker.
Questi posti sono ottimi per passeggiate , circondati dalla natura



Paeselli:
Una caratteristica bellissima dell'Ostsee sono i paeselli pittoreschi vicino alla costa. In tedesco si chiamano "Dorf" (villaggio), e contano massimo 400 abitanti. Le case hanno il tetto di paglia, e sono senza intonaco, di solito costruite con mattoni e assi di legno. I dintorni sono molto curati, e pale eoliche si innalzano in quasi ogni campo coltivato.




Doccia fredda:
Per i temerari è possibile fare il bagno nell'Ostsee e provare il Kite-surfing già da Aprile. Avviso che comunque le temperature sono abbastanza estreme per l'italiano medio, abituato ai 24 gradi del mar mediterraneo.






Oltre a ciò, alcune caratteristiche del mar Baltico in sé:


  • vento: Costante, sferza quasi sempre e solleva un mucchio di sabbia, oltre che portare nubi temporalesche
  • clima: pioggia, sole, di nuovo pioggia, coperto, pioggia. Il cielo blu in sé non si vede quasi mai, e io sono giunta alla conclusione che in Germania le stagioni si alternino in Autunno-Inverno-Autunno-Primavera.
  • Natura: paesaggi davvero belli e selvaggi, dai colori infiammati dal sole al tramonto. Uno spettacolo unico.


Come mai quindi tutti vanno all'Ostsee? E' come chiedere come mai tutti vadano a Rimini e Riccione; è lecito, dato il colore dell'acqua e il numero di ombrelloni disseminati sulle spiagge.

Probabilmente tutto ciò è legato un po' all'abitudine e un po' ai ricordi che i tedeschi serbano nei confronti di quei posti, che anche se mai all'asciutto, hanno davvero tanto da offrire.
Poco alla moda, ma pratica e caldamente chiusa nella cerchia familiare, la vacanza del tedesco medio; che corrisponde esattamente a ciò che rende dell'Ostsee l'Ostsee.





Alla prossima, freschi di scuola!


Ciao!




domenica 2 aprile 2017

#37 Aria di Pasqua

Manca qui a Berlino, e in generale in Germania, 1 settimana alle cosiddette "Osterferien", le vacanze di Pasqua.

Ciò che accade non è molto diverso dall'Italia; si visitano parenti, si riposa, si prova a fare qualche gita fuori porta...sempre sperando che non piova. In ogni caso qui una (breve) lista delle usanze diverse dei tedeschi a Pasqua


UOVA: Certo, le uova sono uno dei simboli della Pasqua, e anche qui vengono colorate, dando sfogo alla fantasia. Vengono comunque anche prese di plastica e appese agli alberi, nei giardini di tutte le case. Se si ha poca vena artistica, uova già dipinte vengono comunque vendute  nei supermercati. In Germania si usa farne una scorta enorme per poi mangiarne per un mese

DER OSTERHASE: A Pasqua qui in Germania esiste la tradizione della "Osterhase", ovvero un "leprotto" che nasconde le uova o in generale i dolci in giro per casa o in giardino.
La mattina i bambini, e i nostri inesperti exchange students, si svegliano per cercare questi dolci; e diciamo che è una cosa divertente e carina.

NO UOVA DI CIOCCOLATO: Ebbene, qui non ho ancora visto 1 singolo uovo di cioccolato in vendita (pensare che da noi già a Marzo ci sono gli scaffali pieni nei supermercati). Non è infatti usanza mangiare le uova al cioccolato a Pasqua. In compenso stramangerete altro!

BATTAGLIE CON LE UOVA SODE: Questa tradizione c'è anche in Italia; almeno a casa mia si è sempre fatto: si cuoce 1 uovo sodo per ogni membro della famiglia, per poi fare dei duelli "cozzando" le uova tra di loro. Chi tiene l'uovo intatto fino alla fine vince


Ovviamente poi non mancano pranzi, pic nic con la famiglia. Ovviamente niente Colomba da mangiare, ma a quello si sopravvive.

Per il resto ora si è entrati nel "Sommerzeit" ovvero il periodo estivo; le giornate si allungano (il sole cala alle 20 di sera), ed è più caldo, con una media di 18-20 gradi.
Ciò significa un'esplosione di vita qui nelle periferie, con gente che va in bici, chi prende il sole, code chilometriche davanti alle gelaterie, maglie a maniche corte, alberi in fiore.

Ragazzi, fidatevi, se arrivate ad Aprile tutti interi poi si va in discesa.

Questi ultimi tre mesi sono il periodo del "wohlfühlen", ovvero dell'adattamento e del meritato godersi dell'avventura. Con la lingua si è infatti fluidi; non si ha più paura di parlare con gli estranei, o di temi anche complicati come attualità e politica. Si conoscono luoghi, amici, negozi "di fiducia", e si è finalmente capaci di prendere totalmente da soli delle decisioni, come organizzarsi la giornata ecc.
Inoltre da ora in avanti la scuola inizia a diventare sempre meno pesante, con vacanze distribuite un po' ovunque e la fine delle grandi verifiche.
A volte si è totalmente tristi al solo pensiero che in 3 mesi (che volano) bisognerà fare le valigie e salutare tutti. A volte lo si accetta e basta. Dipende dall'umore del momento.

ps, si rimane comunque lunatici fino alla fine, con momenti di sconforto e momenti di felicità estrema. Che farci, questa è la vita dell'Exchange student, che tornerà a casa sì ingrassato, confuso, con qualche lacrima da asciugare, con un gusto totalmente diverso per il cibo, ma con un carattere, una positività e una spinta fortissima.



Bene, per ora è tutto, buone vacanze a tutti e ci sentiamo nel prossimo post con la spiegazione dell'Orientation (di già?!)

Tschüssi!




venerdì 24 marzo 2017

#36 Abitudini e modo di vivere dei tedeschi - parte 2

Altri 4 mesi, altre caratteristiche interessanti scoperte sui nostri amici tedeschi, che non si può fare a meno di notare quando si arriva in Germania, o quando si parla con un tedesco.

Come fanno ad essere caratteristiche queste cose? Semplicissimo; il 90% dei tedeschi farà o dirà così;

Iniziamo con la classifica:


  1. I CANI ADDESTRATI: In Germania i cani non girano liberi e non ti corrono incontro. Qui sono sempre con il padrone, muniti di guinzaglio, e -cosa incredibile- non ti abbaiano/ringhiano contro. Stanno zitti e disciplinati, e serrano i ranghi, non ti corrono dietro se passi loro vicino.
  2. STRISCE: Qui ci sono pochissime strisce pedonali. Quando ci sono, vuol dire che non è presente un semaforo, e OGNI, dico OGNI auto che capita si ferma per lasciar passare i pedoni. Questo però solo in presenza delle strisce. 
  3. SEMAFORI: Questa volta sulla strada ne ho tante. I semafori in Germania sono molto ben equilibrati tra verde e rosso: 3 minuti di rosso e 5 secondi di verde. Non è raro vedere in centro città scatti "alla Bolt" per raggiungere la salvezza dell'altro marciapiede. Come dar loro torto del resto, gli automobilisti tedeschi sono implacabili; tirerebbero sotto un paletto, stesse nel mezzo.
  4. ITALIA=LAGO DI GARDA: Se chiedi ad un tedesco se è stato in Italia, una risposta probabile sarà "Ja ja, ich war am Gardasee, sehr schön dort". Le prime volte che lo si sente fa piacere, ma quando lo inizi a sentire per la 20a volta rompe. Insomma l'Italia non è solo Gardasee.
  5. "NA?": Classico discorso di apertura di tutti i dialoghi tedeschi. Di solito si pronuncia "Naaaaaa?", enfatizzando bene la "a". Corrisponde al nostro "allora?", ed è un buon metodo per "rompere il ghiaccio" la mattina presto
  6. RIVALITA' TRA LÄNDER: Esistono dei pregiudizi/rivalità tra i vari stati della Germania. Quelli del nord per esempio odiano il Bayern (lo stato della Baviera) perché dicono che se la tira troppo. D'altra parte il Bayern dice di essere l'unico Land che lavora. Nord e sud se la litigano un po', diciamo. 
  7. SEMPRE UGUALE: Non si può fare a meno di notarlo, abituati come siamo ad un paesaggio che muta chilometro per chilometro: la Germania è tutta uguale! E' talmente monotona che quando si sta viaggiando e si vede una collina le si fa una foto. 
  8. PASTICCERIE DOVE SIETE?: Non esistono le pasticcerie. I tedeschi non conoscono infatti la piccola (e raffinata) pasticceria, come i pasticcini, i babà, i dolcetti ripieni di crema. La mia missione (e la vostra se volete) sarà quella di portare i pasticcini a scuola
  9. MEGA RACCOLTA DIFFERENZIATA: Sono a favore della raccolta differenziata, ma quando ho visto bidoni per verto verde, bianco e giallo mi sono chiesta "perché?". Si dividono anche plastica gialla da bianca e umido (cibo) da umido (salviette usate, ecc).
  10. "PASTA PIZZA": I tedeschi pensano che il nutrimento principale dell'italiano sia la pasta, seguita dalla pizza. Come dar loro torto?. Saremo anche pasta pizza, ma per fortuna loro non ci ricollegano mai alla mafia. Sanno di certo che ha origine in italia, ma molti pensano tipo che ci sia solo nei film, e che non sia così pericolosa.
  11. PIZZA HAWAII: Dicono che la pizza con l'ananas sia buona, e mi dicono sempre, con aria da perfettini superiori " dovreste aprirvi al cambiamento: a tutti piace". Scommetto però che se io mangiassi il Döner con l'avocado nessuno mi parlerebbe più.
  12. NO SHICKERIE: Le ragazze tedesche non portano tante collane, braccialetti o orecchini. A dire la verità proprio niente
  13. ORDINE: Se i tedeschi non fanno qualcosa a misura non stanno bene. Li vedi sempre li intenti a far combaciare perfettamente qualcosa o a fare le cose più omogenee possibili. Sono molto precisi anche nei discorsi, e trovano per ciò il capire l'ironia addirittura da presone molto intelligenti. 
  14. NO AL DIPLOMA: Tantissimi ragazzi tedeschi rinunciano addirittura al diploma per fare un "Ausbildung" o per iniziare un lavoro. Il lavoro si trova comunque, anzi, tranquillamente. Ai ragazzi tedeschi basta aver conseguito la 10a classe per essere esentati dall'obbligo scolastico. Dopo quello molti se ne vanno e scelgono di specializzarsi per un qualche lavoro
  15. IGIENE 0: Basta pensare che i tedeschi non hanno il bidè. Ma non è solo questo particolare che mi sorprende; è anche il fatto che i tedeschi appoggino per terra, su qualsiasi superficie piana della roba da mangiare. Una mia compagna ha appoggiato la coppetta del gelato per terra per allacciarsi le scarpe, poi se l'è mangiata come nulla fosse. Stesso anche i miei prof, che appoggiano le fette di torta sul banco, senza neanche fazzoletti o nulla... 
  16. IL SACCONE: Cosa molto pratica e tipica non solo della Germania, ma anche dell'Austria e un po' del Trentino sono le coperte. Esse consistono in un grande piumone, che assomiglia ad un sacco, da arrotolarsi attorno tipo bozzolo. Comodo se non per i piedi, che in qualche modo rimangono sempre fuori.
  17. PFANDFLASCHEN: Quanta fatica riciclare carta e plastica correttamente. In Germania è stato perciò attuato il sistema della "Pfand", una tassa aggiuntiva sulle bottiglie di plastica, che se riportate nei distributori appositi dei supermercati, rilasciano un buono, convertibile in denaro alla cassa.

E anche queste caratteristiche le ritroverete in molti tedeschi. 
Tutto ciò fa parte dell'adattamento; ad un certo punto sarete talmente abituati che neanche vi stupiranno più certe cose.


Alla prossima






giovedì 16 marzo 2017

#35 Anno all'estero: ma ne vale la pena?

Che siate super ispirati all'idea o molto confusi, scommetto che questa domanda ve la sarete posta tutti.

Ogni ragazzo/a che intraprende questa avventura lo fa per motivi diversi, e sono parecchi; sia personali (voglia di conoscere il mondo/una nuova cultura/lingua/quotidianità/divertimento/sfida) che "strategici" (la sola conoscenza di una lingua apre le porte ad un mondo, in ambito universitario, lavorativo, remunerativo soprattutto qui in Europa).

Quello che assolutamente bisogna avere sono dei prerequisiti:

  • VOGLIA: Questa avventura la si deve proprio volere e desiderare; non si deve essere forzati da qualcun altro
  • CURIOSITA': Soprattutto per una cultura diversa, soprattutto per il paese in cui andrete, o semplicemente soprattutto per il viaggiare. Se vi piace casa vostra è inutile che partiate. Ne sentireste solo la mancanza.
  • VOLONTA': Un po' di impegno. Siate pronti a farvi in 4 per tutto, e a dare il massimo.
Questo è il minimo "bagaglio culturale" che dovrete portare dietro con voi; il resto lo imparerete per itinere, sbagliando, sbagliando e ancora sbagliando.

Ovviamente comunque prima di partire bisogna decidere se SI o NO!


Dalla mia parte ecco dei pro e contro dell'anno all'estero:


CONTRO:

  1. NOSTALGIA: Durante un periodo così lungo è normale avere dei momenti di sconforto; ma più il tempo passa più si sente la mancanza della propria famiglia. Bisogna mettere bene in conto che si soffrirà, più o meno, la mancanza dei nostri parenti, e di tutto quello che per noi era "casa". Tutto questo al contrario quando saremo tornati in Italia, suppongo.
  2. CAMBIAMENTI FISICI: In generale il nostro corpo cambia; cerca appunto di adattarsi al nuovo ambiente. Potremmo indebolirci, ingrassare, avere tanti brufoli, e così via. Potrebbe anche non succedere nulla. E' tutto da vedere
  3. PROGRAMMA SCOLASTICO: Per un motivo o per l'altro, poco tempo o poca voglia, non si riesce davvero a stare al passo con la scuola in Italia. Magari si riesce a tenere buona una materia, ma il programma è "perso" (a meno che non vi sudiate tutti i libri durante l'estate). Inoltre bisogna mettere in conto il disperato recupero in vista dell' esame informale di agosto, e della 5a con la maturità.
  4. PRIMA DI TE GLI ALTRI: Fin da quando inizierete l'anno all'estero, capirete che ci sono delle regole, anche diverse da quelle a cui siete abituati, a cui dovete sottostare. Che siano le pulizie, il dire di si anche quando non si vuole fare qualcosa, il dover sorridere e ingoiare molti bocconi amari, il frenare la lingua in certi momenti, l'essere sempre composti e disponibili. Non vi basta la pazienza? Trovatene dell'altra in fretta o fatevela bastare. 
  5. LA LINGUA: Si pensa che imparare una lingua sia un lavoro facile; che dopo 3 mesi, come fosse arrivata la fatina col tocco magico, si sia madrelingua. Ve lo dico io: imparare una lingua alla nostra età è un lavoro duro, fatto di sbagli, figuracce, brutti voti e eventuali prese in giro dei compagni; di ore in silenzio davanti a prof e compagni, di mal di testa, di vuoti confusi dove non si ha idea di cosa sia stato appena detto, di ansia da panico quando qualsiasi persona ci fa una domanda, di scene mute e di tanta, tanta frustrazione quando non si riesce a spiegare un termine a qualcuno, o si deve ripetere 5 volte ciò che si ha detto.
  6. CAMBIAMENTI: Ricordate bene che la persona che partirà non sarà quella che tornerà indietro l'anno dopo. Non lo dico per far sembrare più poetico il discorso; è davvero così, si cambia davvero modo di pensare e di agire. A volte (non esagero) si sarà talmente cambiati che non ci si troverà più tra i propri amici; che ci sembreranno diversi. Per un motivo o per l'altro ci si sentirà come in una scarpa troppo stretta: scomodi. Bisognerà reinventarsi una seconda volta
  7. METODO DRASTICO: In generale l'anno all'estero è un metodo drastico per imparare una lingua. Preparatevi quindi a prendere dei veri e propri schiaffi morali. 

Ok, mi sono impegnata, ma di cose negative non ne ho più. 
Vediamo ora i 


PRO:

  1. ESPERIENZA: L'esperienza fatta è davvero da considerarsi un'avventura. E' come un nuovo campo di gioco, dove non si conoscono nè regole, nè comandi. Ci viene sbattuto in faccia un nuovo modo di pensare, e anche tanti doveri in più, in quanto ora non ci saranno più mammina e papino a rimboccarci le coperte. Ho già scritto nei contro che è dura all'inizio, ma ragazzi/e fidatevi quando vi dico che tutto il dolore iniziale non è nulla in confronto alla gioia di parlare fluidamente in lingua, di capire cosa ci viene detto, di conversare e scherzare con i nuovi amici, di affezionarci a persone con cui non avremmo mai parlato, di avere la consapevolezza di avercela fatta e in generale conservare per sempre tanti piccoli ricordi quotidiani di successi, epic fails e "riti" tra compagni di banco. Se fossi riuscita a trasmettervi almeno la metà della mia gioia adesso, partireste subito, ve lo assicuro.
  2. UN NUOVO IO: Ci cambia, questo anno all'estero. Molti problemi adolescenziali avuti prima, come "ma il ragazzo/a lo avrò mai" oppure "non mi piaccio, sono brutto/a" o altre str....cavolate varie non ci interesseranno sinceramente più. Probabilmente perché ora avremo sviluppato le nostre sinapsi (biologia serve:)), avremo una visione più amplia del tutto, o almeno ne avremo la sensazione. Di certo sarete molto più pazienti, auto ironici, allegri. E penserete in due modi diversi. Sentirete proprio che il cervello cambia "assetto" variando da una lingua all'altra. E' difficile da spiegare, ma viverlo è di per sè un'emozione
  3. LINGUA: Io, arrivata con una conoscenza livello A2 del tedesco, mi sto ora preparando per il C1, che non trovo poi neanche difficile. Sono quasi 7 mesi che sono qui. Direi che dalla parte linguistica si fanno dei bei salti in avanti. Anche la parte orale va molto meglio, e si è davvero fluidi nei discorsi. 
  4. CULTURA: Se si è interessati alla cultura di un altro paese, questo è il modo giusto per impararla. Si assimila tantissimo durante l'anno; e tante caratteristiche, non solo generali del paese, ma anche della famiglia ospitante, finiscono per diventare anche nostre. Esempio mio: trovo molto corretto il fatto che i tedeschi, quando guidano, non cerchino di buttarsi in 3 in una strettoia, ma aspettino pazienti il loro turno. Questa caratteristica l'ho fatta mia, perché mi è piaciuta particolarmente.
  5. AMICI: Gli amici, soprattutto se exchange come te, ti salvano. Non solo ti capiscono quando sei giù, ma ti aiutano ad andare avanti, scambiano con te dubbi, momenti difficili, incomprensioni divertenti, osservazioni, critiche. Ti offrono un momento di sfogo, e dopo l'esperienza si avrà un motivo in più per girare il mondo; tutti questi amici non si visitano mica da soli!
  6. L'ARTE DI APPREZZARE: Si impara ad apprezzare tutto. Ciò che si ha, ciò che non si ha più, ciò che si vorrebbe con sè. Ed ecco che la famiglia, le uniche persone che ci ameranno davvero nel più bello, sincero e profondo dei modi, si rivela nella sua importanza. D'altra parte ora apprezziamo anche la nostra esperienza qui, perché capiamo essere unica e irripetibile, piena di alti e bassi, ma comunque perfetta. Apprezziamo tutto di più, dalle giornate di sole, alle chiacchierate con gli amici, ai momenti di solitudine. 
  7. INDIPENDENZA: Il diventare indipendenti significa che per determinate cose non si ha più bisogno di una persona o una cosa al nostro fianco. Questo vale soprattutto per le attività di tutti i giorni, come rimettere apposto la propria camera, aiutare in casa, fare la spesa per sé, organizzarsi con allenamenti/programmi per la scuola/tempo libero, ma anche per quelle come il muoversi all'estero, il prelevare soldi, la convivenza con qualcun'altro.



Ragazze e ragazzi, ovviamente queste riflessioni sono in base alla mia esperienza, che vi fornisco come unico esempio a disposizione. 
Se volete e avete voglia, provate a fare una tabella con vostri pro e contro per l'anno all'estero, e in base a quella riflettere e decidere.
Inoltre, ad un certo punto dovrete anche chiedere a voi stessi se volete partire o no. Se vi risponderete entusiasti di si, allora è meglio darsi una mossa. Se però c'è qualcosa che vi ferma, cercate di capire cos'è e decidere in base a quello. Un anno NON è  breve, ve lo assicuro. Neanche 6 mesi. E se uno non è sicuro, anche 3 mesi possono essere molto lunghi. 



Riflettete quindi e fate la scelta che più vi piace, senza aver paura di deludere nessuno. 


Al prossimo post!!